Intervista a LUCIO LIMA PIRES insegnante di Capoeira
Dimmi qualcosa di te.
Sono nato nel 1981 a Nostra Senhora da Crus a Sao Vicente a Cabo Verde, ho cominciato a praticare la Capoeira a 8 anni. Il mio primo ispiratore fu mio padre, che era uno dei migliori acrobati di Cabo Verde. Il mio primo maestro fu Rumeo.
Per quali ragioni consiglieresti ai giovani di praticare questa disciplina?
Innanzitutto perché credo sia importantissimo fare attività fisica. Il fascino di questa "arte marziale" sta inoltre nel suo essere anche una danza di celebrazione. Nella Capoeira i movimenti del corpo sono pensati in decimi di secondo, quindi non alleni solo il corpo ma anche i riflessi e la mente. Ti mantiene giovane e scattante. E' uno sport che va al di là della potenza. Diventi agile nel riflettere e a distinguere le situazioni. E' uno sport e un'arte che gira proprio come gira il mondo, ruotando. Tutti i movimenti sono circolari, mai diretti né laterali. Giriamo proprio come l'universo.E' anche un modo per trasmettere forti sensazioni senza usare le parole. Non tutti sanno che nella Capoeira ogni movimento è anche una parola.
Hai avuto altri insegnanti?
Ho avuto molti insegnanti bravissimi. Nel 1994 mi allenavo con un gruppo di capoeiristi: il Gruppo di Pedra Rolada,e avevo come maestro Betto Nascimento. A 17 anni il maestro mi ha detto che ero in grado di insegnare, e ho cominciato con i bambini.
Da quanto tempo sei a Ferrara?
Da circa 3 anni. Appena arrivato ho cominciato subito ad insegnare nelle migliori palestre.
Ho notato che da un anno a questa parte si vede sempre più spesso la presenza di questa disciplina in tv e sui giornali, è vero?
Si. Negli ultimi 5 anni và prendendo sempre più piede.
Eppure, mi sembra che molti abbiano timore ad avvicinarsi alla Capoeira
perché pensano che tutte quelle acrobazie siano troppo difficili.
Cosa ne pensi?
.
Si, hai ragione. Si tende a pensare in questo modo, vedendo salti mortali e
acrobazie ad alto livello. Ma le cose non stanno esattamente così. Innanzitutto
vi sono due tipi di Capoeira. La Capoeira d' “angola” è molto
più lenta rispetto a quella che si vede in genere, con molti meno salti,
ed è molto più “al suolo”. Veniva praticata dagli
schiavi che non potevano avere armi. I loro padroni pensavano che danzassero
e loro invece si allenavano. Poi vi è la Capoeira “regionale” che
nasce dal suono. In seguito Manuele Dusreis Machado prese la Capoeira d' “angola” e
aggiunse il suono del Brasile; unì il ritmo della Labatucada e il suono
del birinbao, e fece nascere il ritmo attuale della Capoeira “ rejonau”,
più acrobatica e veloce. Diciamo il 50% a terra e il 50% in aria.
Ma la Capoeira ha oltre 500 anni di età, non è poco. Quello che
normalmente non si nota, e ci tengo a dirlo, è che questa disciplina è veramente
un'insieme unico di cose diverse. Oltre all'arte marziale danzata vi è la
musica, il pubblico che batte le mani e canta. Tutte queste cose sono importantissime,
perché danno energia ai capoeristi e creano un tutt'uno.
Ora alcune domande a bruciapelo. Il tuo film preferito?
Tutti i films di Shaolin, in particolare La vendetta della luna rossa.
Il piatto ferrarese che più ti piace?
I cappellacci, senza dubbio.
Il tuo portafortuna?
Pensare positivo
Cosa vorresti vedere scritto sulla tua lapide?
Niente. Vorrei solo che ci fosse una scultura astratta, così ognuno soffermandosi sarebbe obbligato a pensare.